Dieci casi positivi di COVID-19 alla Westbrook Inc. di Will Smith e Jada Pinkett

La casa di produzione dell’attore americano Will Smith e della moglie Jada Pinkett, Westbrook Inc., fondata nel 2019 assieme a Miguel Melendez, Kosaku Yada e Tera Hanks, ha registrato dieci casi di dipendenti risultati positivi al COVID-19. E’ il primo caso di contagio in una casa di produzione a Calabasas, California. I dipendenti risultati positivi ed asintomatici giovedì scorso lavoravano ad uno stesso progetto – ancora non identificato, che al momento è stato sospeso. Tutti i dieci dipendenti si trovano ora in quarantena e lo saranno per i prossimi 10 giorni. Oltre a questi dipendenti, tutte le persone che sono state a stretto contatto con gli stessi si sono autoisolate per 14 giorni, come prevede la legge.

L’attore Will Smith con la moglie, l’attrice Jada Pinkett Smith.

 

Non è chiaro se il virus sia stato contratto nella casa di produzione o meno, dopotutto la compagnia è rimasta chiusa per tutto il periodo del lockdown. Tuttavia, dubbi rimangono sia sull’effettivo utilizzo dei protocolli sanitari che sulla reale applicazione delle direttive sanitarie. Sembra legittimo chiedersi se, al momento, sia il caso di proseguire con le produzioni in corso. La compagnia ha assicurato di aver seguito tutte le disposizioni statali e federali per prevenire contagi da coronavirus, soprattutto l'”Appendice J“, l’ordinanza della contea di Los Angeles (12 pagine) emanata dal Dipartimento di Sanità Pubblica in materia di protocolli per il riavvio di produzioni musicali, televisive e cinematografiche. Per ora, Westbrook Inc. non è stata dichiarata zona rossa e si è detta disponibile a collaborare nelle investigazioni in corso.

La Rapid Reliable Testing

A quanto sembra, la Westbrook si era affidata alla Rapid Reliable Testing per condurre le analisi di laboratorio. Ad ora, sembra che alla Rapid Reliable Testing (RRT) sia stato revocato l’incarico. Il motivo è che, a seguito di un secondo test, gli stessi dipendenti sono risultati tutti negativi. Anthony Capone, Presidente della RRT, difende l’accuratezza delle analisi molecolari svolte e sostiene che i risultati negativi derivati da analisi successive non invalidano l’efficacia dei test eseguiti, quanto, invece, dimostrano l’evoluzione che la malattia ha avuto in questi soggetti. Questo significherebbe che i dieci dipendenti si sono ammalati e sono guariti nello stesso periodo. Possibile, ma improbabile. Capone ha negato ogni possibile illazione su irregolarità avvenute allo studio e nei laboratori. Egli non ha commentato il caso nel dettaglio essendo soggetto ad un accordo di non divulgazione.

Fonte: Variety.



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