“Baby Peggy”, la star bambina del cinema muto si è spenta a 101 anni.

Diana Serra Carynota ad Hollywood negli anni ’20 come Baby Peggy star bambina del cinema muto, si è spenta ad Gustine in California a 101 anni, circondata dall’amore del figlio Mark e della nipote Stephanie.

L’ex attrice bambina Diana Serra Cary nel 2015. Photo credit: John Lee per The Guardian.

Nata Peggy-Jean Montgomery, inizia la carriera cinematografica a soli 19 mesi, quando viene notata dal regista Fred Hibbard durante una visita, che la bimba fa con la madre Miriam e la sorellina Louise al Century Film Studio sulla Sunset Boulevard, dove lavora un amico e vicino di casa. Il padre si era trasferito in California tempo prima dopo aver visto The Great Train Robbery (1903) di Edwin S. Porter al cinema. L’uomo voleva lavorare ad Hollywood come stuntman e comparsa in film western.

Her Circus Man (1921) è il primo film, in cui recita Peggy. Lavora al fianco del famoso cagnolino Brownie in almeno nove cortometraggi. Quando Brownie muore l’anno successivo, la piccola è pronta a recitare senza dover ricorrere ad alcuna “spalla”. Nel 1922, recita in Little Red Riding Hood (Alfred J. Goulding e Al Herman ) ed in Hansel and Gretel (Alfred J. Goulding) nel 1923. Ottiene una serie di successi, che le assicurano un contratto pluriennale con la Century. Nel 1923, è scritturata dalla Universal, dove si cimenta anche nei lungometraggi. E’ del 1924, Capitan Baby (Edward F. Cline), il suo film più riuscito.

Capitan Baby (titolo originale, CaptainJanuary), l’intero film (63’39”)

E’ considerata una star al pari dei colleghi adulti Mary Pickford, Douglas Fairbanks e Charlie Chaplin. Il suo nome e la sua immagine sono costantemente sfruttati per attività promozionali sia sulla stampa che in manifestazioni pubbliche. Nel 1924, è persino la mascotte della convention democratica in vista delle presidenziali americane, vinte poi dal repubblicano John Calvin Coolidge Jr., già vicepresidente. Era considerata un piccolo genio, ma, come tutte le altre baby star, all’epoca, non riceve una appropriata educazione scolastica. Conosce la scuola solo a dodici anni suonati.

Baby Peggy alla convention democratic del 1924 accanto a Franklin Delano Roosevelt. Photo credit: sconosciuto.

La carriera hollywoodiana dell’attrice bambina si interrompe bruscamente nel 1925 a soli sei anni. La causa è un brutto diverbio accesosi tra Jack, il padre-agente, ed il produttore Sol Lesser a seguito di una errata negoziazione del contratto della figlia da parte del genitore. Jack è un individuo ben poco equilibrato, che scialacqua i guadagni di Peggy acquistando case e macchine. Non capisce nulla di finanze ed economia, così affida il restante patrimonio ad un consulente finanziario, il quale fugge intascandosi tutto il denaro tanto faticosamente guadagnato dalla bambina.

Quei soldi erano il frutto di durissimi ritmi di lavoro in scene, per di più, ad alto rischio. Otto ore al giorno di lavoro per sei giorni alla settimana sono un inferno per una bambina di neppure sei anni. Baby Peggy vive lo stesso incubo di altre giovani star come Judy Garland e Mickey Rooney negli anni ’30. E’ una generazione di bambini che non sa fare altro se non lavorare per soddisfare i bisogni e i vizi dei propri genitori. Sono tutti considerati “macchine”, che generano ricchezza.

Peggy circondata da altri baby attori nel giorno del suo compleanno. Photo credit: sconosciuto.

Peggy e la famiglia sono costretti a trasferirsi in Texas, ma, avendo bisogno di soldi, presto iniziano a girare il paese facendo esibire la bambina nei vaudeville. Questa vita da nomade dura fino alla Grande Depressione del 1929, quando i genitori sempre troppo avvezzi a spendere e spandere subiscono l’ennesimo tracollo. Ritornano a Los Angeles all’inizio degli anni ’30, ma riprendere la carriera d’attrice nella Hollywood dei “talkies” è un’impresa impossibile per l’adolescente Peggy. L’industria cinematografica la considera una stella obsoleta. Per dieci anni, ottiene solo parti come comparsa in film di serie B.

Negli anni, uno degli studi dà alle fiamme gran parte dei suoi film per poter recuperare il nitrato d’argento dalle bobine. Questo a significare, che Peggy era stata dimenticata. Il suo lavoro era sacrificabile e dimenticabile. Con un colpo di spugna, quindi, la sua famosa, seppur breve, carriera di attrice bambina viene cancellata. Dopo tutto, la natura del cinema in cui era stata celebre si è del tutto trasformata. E’, quindi, tempo per Peggy di cambiare vita.

L’ormai adolescente Peggy. Photo credit: sconosciuto.

Nel 1939, sposa Gordon Ayres, attore fallito, da cui divorzia nel 1948. Decide di cambiare il suo nome e diventa Diana, ispirandosi a Diana Wynyard, attrice glamour, che ammira da sempre. Gestisce una libreria a Santa Barbara, dove incontra l’artista Bob Cary (morto nel 2003), con il quale si sposa nel 1954. Hanno un figlio, Mark. Si trasferiscono in Messico, quando Diana inizia la sua carriera di giornalista e scrittrice.

La carriera da scrittrice

La copertina dell’autobiografia di Diana Serra Cary in arte Baby Peggy. Photo credit: sconosciuto.

Nel 1975, pubblica il saggio The Hollywood Posse: The Story of a Gallant Band of Horsemen Who Made Movie History, sui primi film cowboy. Nel 1978, scrive Hollywood’s Children: An Inside Account of the Child Star Era, il libro di cui è sempre andata più fiera. Per scrivere questo libro, intervista tantissimi attori bambini cresciuti negli studios e diventati ricchissimi quanto lei negli stessi anni. Le motivazioni, che la spingono a scriver e a pubblicare il libro, sono dettate proprio dalle “ferite”, che lei porta ancora addosso, conseguenza di un sistema, che, a quei tempi, fagocitava il talento e le vite di piccole star e delle loro famiglie.

Nel 1996, scrive la sua autobiografia, Whatever Happened to Baby Peggy?: The Autobiography of Hollywood’s Pioneer Child Star. Scrive altri libri nel corso della sua lunga vita, ma è ricordata per essere stata secondo le parole del figlio, “una donna forte, di animo buono”.

Dando la notizia della morte della madre, il figlio Mark commenta, “Credeva nella verità e nel fare sempre la cosa giusta. Ora riposa in pace”, conclude.

 

Fonte: The Guardian.



Categories: Film, Home, In Memoriam, News

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