Il Museo del Cinema dell’Academy sarà inaugurato il 14 dicembre 2020.

Nel corso della Notte degli Oscar, dal palco del Dolby Theater di Los Angeles, introdotto dall’attuale Presidente dell’Academy of Motion Picture of Arts and Sciences David Rubin, l’attore Tom Hanks fa un annuncio importante. L’Academy Museum of Motion Pictures, nella foto sottostante, sarà inaugurato il 14 dicembre 2020.

Una prospettiva del museo in via di realizzazione da parte della ©Renzo Piano Building Workshop.

Disegnato dall’architetto italiano Renzo Piano ed avviato nel 2012, il progetto del museo, la cui apertura è stata ripetutamente rinviata a causa di ritardi nei lavori, poteva contare su un budget iniziale di 250 milioni di euro, ma la somma è di gran lunga lievitata nel corso degli anni superando la soglia dei 350 milioni di euro, circa 388 milioni di dollari, di cui cinquanta sono stati donati dai filantropi Cheryl e Haim Saban. La raccolta fondi su scala internazionale è stata cruciale per la realizzazione di un progetto, atto a rendere accessibile un patrimonio, che appartiene all’umanità tutta.

Eretto in downtown Los Angeles, la struttura, che nascerà dalle ceneri di un ex centro commerciale della May Company realizzato da Albert C. Martin nel 1939, poi dismesso perché gravemente danneggiato dal terremoto del 1987, si trova nel quartiere di Miracle Mile, all’incrocio tra “Wilshire Boulevard e Fairfax Avenue”, come sottolinea Hanks. E’, quindi, adiacente ad altri musei di rilievo della città, tra cui anche il museo dei selfie, di cui un Hanks ironicamente perplesso rivela di non riuscire a spiegarsi l’esistenza.

La struttura del complesso

Alla struttura originale, Renzo Piano ha aggiunto una sezione, che lui chiama “l’edificio Sfera, […] un volume che pare sollevarsi da terra verso quel perpetuo viaggio immaginario attraverso lo spazio e il tempo che è il cinema.” La costruzione sferica si espande su una terrazza coperta da una cupola di vetro trasparente da cui si può ammirare lo skyline della città degli angeli. Al suo interno ci sarà il David Geffen Theater con un migliaio di posti a sedere, ove si terranno anteprime ed eventi speciali.

L’edificio sfera con in cima la Dolby Family Terrace. (Photo Credit: Sconosciuto)

Invece, al primo e secondo piano del Saban Building, troveranno spazio esposizioni permanenti, atte a ricostruire la storia del cinema dagli albori del cinema muto alle ultime innovazioni in CGI. Il terzo piano sarà dedicato alla collezione dedicata agli Academy Awards. Al quarto piano, il materiale d’archivio e memorabilia di raro pregio dell’Academy, finora mai esposte al pubblico sarà esposto in mostre temporanee, tra cui 12 milioni di fotografie, 190 mila tra pellicole in 16, 35 e 70 millimetri e video, 80.000 sceneggiature, 61.000 poster, 10.000 disegni, 1.600 collezioni speciali, costumi ed apparecchiature cinematografiche. Nel piano interrato, troveranno spazio un cinema di 275 posti, che proietterà pellicole storiche, oltre a laboratori e spazi didattici. La lobby principale includerà, invece, una gallery, un ristorante e un negozio.

La sezione longitudinale del progetto della ©Renzo Piano Building Workshop.

Anticipazioni sui primi eventi in programma

Il museo ospiterà la mostra a lungo termine intitolata Where Dreams Are Made: A Journey Inside the Movies, che conterrà oggetti di scena utilizzati in film di culto come le scarpette rosse indossate da Judy Garland ne Il Mago di Oz (Victor Fleming, 1939) o la macchina da scrivere con cui Joseph Stefano ha scritto la sceneggiatura di Psyco (Alfred Hitchcock, 1960), ma anche il contributo al cinema da parte delle donne e delle minoranze. La stessa mostra celebrerà tra le tante star anche Fred Astaire, Humphrey Bogart, Sidney Poitier, Greta Garbo e Marilyn Monroe.

Le scarpette rosse indossate da Dorothy Gale (Judy Garland) ne Il Mago di Oz. (Photo Credit: Sconosciuto)

Ci sarà una ricostruzione dello Stargate Corridor del film 2001: Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick, 1968), l’installazione interattiva Transcending Boundaries, realizzata dalla teamLab di Tokyo negli ampi spazi della Hurd Gallery, l’installazione temporanea Regeneration: Black Cinema 1900-1970 sull’opera di alcuni filmmaker indipendenti afro-americani e una retrospettiva dedicata allo Studio Ghibli intitolata a Hayao Miyazaki, grande esponente del cinema di animazione giapponese, noto, tra gli altri, per i lungometraggi di animazione La Città Incantata (2001) Il mio Vicino Totoro (1988).

Un disegno dell’animatore Hayao Miyazaki accanto alle sue creazioni. (Photo Credit: Sconosciuto)

Si vocifera che, ci sarà lo spazio anche per una mostra con retrospettiva dedicata al regista riminese Federico Fellini per il centenario dalla sua nascita. Questo dovrebbe essere il primo evento, dedicato al cinema italiano, risultato dalla partnership quinquennale che l’Academy ha stretto con Luce Cinecittà.



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