Il potere femminile del capriccio e della competizione più malsana nell’Inghilterra di inizio ‘700.

La Favorita (Yorgos Lanthimos, 2018). Recensione.

Il pubblico non si abitua mai alle licenze poetiche che sceneggiatori e registi si concedono, quando impegnati a trasporre al cinema la Storia e i suoi personaggi. Per questo, spesso e volentieri, lo spettatore prende per oro colato quanto gli viene proposto sul grande schermo. E quindi, se in La Favorita (Yorgos Lanthimos, 2018) la regina Anna di Gran Bretagna è circondata da ben diciassette conigli, che ama alla follia e che definisce surrogati di altrettante gravidanze infruttuose, lo spettatore finisce per inferire la veridicità del dettaglio.

I FATTI STORICI

LA REGINA ANNA (1665 – 1714). Nel 1702, quando il regno di Inghilterra, Scozia e Irlanda è impegnato nella Guerra di Successione Spagnola (1701 – 1715) contro Spagna e Francia, sale al trono la principessa Anna, secondogenita del re cattolico Giacomo II (1633 – 1701) e della sua prima moglie Anna Hyde (1637 – 1671). Sposatasi con il principe protestante Giorgio di Danimarca (1653 – 1708) nel 1683, si dice che la regina Anna abbia avuto sette tra aborti, figli nati morti, deceduti poco dopo la nascita o vissuti non più di due lustri. C’è chi dice, anche, che ogni gravidanza della regina fosse inevitabilmente stata a rischio, poiché soffriva della sindrome di Hughes, una malattia autoimmune, che provoca trombosi venose alle gambe. La questione della successione, quindi, era delicata. Non c’erano altri eredi, se non il padre di Anna, il cattolico Giacomo II, già deposto nel 1688. Proprio il credo religioso fu il motivo, che portò ad emanare un Atto di Successione, che impediva ad un monarca di fede cattolica di salire al trono. Anna, quindi, fu l’ultima regina del casato degli Stuart a regnare fino alla sua morte sul Regno di Gran Bretagna ed Irlanda. Agli Stuart subentrò il casato tedesco degli Hannover con Giorgio I (1660 – 1727).

La regina Anna di Gran Bretagna (Olivia Colman) nel film La Favorita.
Photo credit: Yorgos Lanthimos

SARAH CHURCHILL (1660 – 1744). Lady Marlborough (nata Jennings), così chiamata dopo il matrimonio con il generale John Churchill, I duca di Malborough (1650 – 1722), era una delle donne più influenti alla corte inglese, nonché, si dice, amante della sovrana. Lady of the Bedchamber della stessa ancor prima che questa salisse al trono, Lady Marlborough era convinta sostenitrice del governo whig del conte Sidney Godolphin (1645 – 1712) e Tesoriera della corona fino a quando Abigail Masham la sostituì nelle grazie della regina.

ABIGAIL MASHAM (1670 – 1734). La baronessa Masham (nata Hill), titolo che assume dopo il matrimonio con il barone Samuel Masham (1678/79 – 1758) nel 1707, apparteneva ad una famiglia ridotta in povertà a causa delle speculazioni del padre Francis, mercante londinese. Per via di madre, Abigail era una dei ventidue cugini di Sarah Churchill. La Churchill la assume come cameriera personale salvandola da una posizione di sguattera. Abigail, però, donna tanto ingrata quanto ambiziosa, si accaparra il ruolo di Favorita della regina. Si sbarazza presto della rivale/cugina e la fa bandire dal regno sulla base di una falsa accusa di appropriazione indebita.

LA TRAMA DEL FILM

La guerra di successione spagnola è iniziata da un anno e da subito si rivela un pozzo senza fondo per le casse del regno. Il governo whig richiede un provvedimento reale urgente, che sancisca un aumento delle tasse. La proposta è osteggiata dall’agguerrita opposizione dei tory. La regina Anna (Olivia Colman) poco interessata alla politica, perché troppo presa a fronteggiare una salute precaria e a gestire le conseguenze di profondi traumi personali. E’ una donna profondamente sola. E’, quindi, Sarah Churchill (Rachel Weisz), sua confidente ed amante a farle da consigliera in materia politica ed economica. Inoltre, Sarah riempie il vuoto affettivo nella vita di Anna. Tuttavia, l’equilibrio di questo ménage è compromesso dall’arrivo a corte di Abigail Hill (Emma Stone). Sarah, colpita dall’iniziale intraprendenza dimostrata in alcune occasioni da parte della nuova arrivata, la assume come sua cameriera personale, ma la scaltra Abigail non si accontenta, ha ben altre mire per il suo futuro.

Il regista del film La Favorita Yorgos Lanthimos.

LA RECENSIONE DEL FILM

Il pluripremiato film del regista greco Yorgos Lanthimos, al suo terzo lungometraggio dopo The Lobster (2015) e Il Sacrificio del Cervo Sacro (2017), è una pellicola che di rigorosamente storico ha ben poco. E’, infatti, la storia di un bieco triangolo amoroso tra tre donne di potere Anna, Sarah e Abigail. La regina Anna, colei che dovrebbe dominare su tutte, è burattino nelle mani di una Lady e di una parvenue. Nel film, si allude in sporadiche scene all’esistenza di una alchimia sessuale tra la regina e Sarah prima e Abigail poi, ma, Lanthimos opta, invece, per una affettuosità diversa, specie nel rapporto con Sarah. Si arriva quasi ad intravedere un rapporto madre/figlia tra le due, dove la figlia è la regina stessa. Anna è, infatti, la bambina capricciosa ed accentratrice, egoista e insensibile, superficiale e stravagante, che ama coccolare i suoi diciassette conigli bianchi. Più volte la si vede distesa per terra, urlante come un bambino disperato a cui è stato appena portato via il suo giocattolo preferito. Anna non ha mezze misure. Ordina ed ottiene e non solo perché è la sovrana, ma perché sa mettere a frutto un vittimismo magistrale scusato solo da un legittimo stato di salute malfermo.

Intervista all’attrice Olivia Colman

L’universo femminile si fa sinistro nel rapporto tra Sarah ed Abigail. La competizione per ottenere il favore della regina si tramuta in una gara senza esclusione di colpi – letteralmente, quando le due si confrontano con il fucile nel tiro alla colomba – e trasforma la corte e i suoi passaggi segreti in un luogo paradossalmente gretto ed angusto.

L’angustia metaforica delle stanze del palazzo reale è resa anche attraverso una cinematografia che fa un uso forse un po’ smisurato di un quadrangolare estremo (fish-eye lens), che abbraccia l’intera scena, soffitto compreso, deformandola. Paradossalmente, una scelta fotografica di questo tipo, generalmente volta a fornire una visuale completa della scena, crea, in questo caso, un spazio claustrofobico, in cui il rapporto tra queste donne trova la sua perfetta dimensione.

Il quadrangolare del boudoir della regina Anna intenta a danzare con Abigail.

La “miseria psicologica” dell’universo femminile si affianca al grottesco universo maschile, ridicolizzato nel suo aspetto e nelle sue abitudini. E’ indimenticabile la corsa in slow motion delle anatre all’inizio del film, incitate da una pubblico maschile in delirio assiepato lungo il percorso di gara, che gioisce o si dispera per aver vinto o perso la “scommessa del secolo.” Altrettanto risibili sono le scene in Parlamento o durante le feste a corte dove la virilità di ogni uomo è messa a dura prova non solo dall’irrefrenabile potere femminile, ma anche e più semplicemente da mise e trucco a dir poco carnevaleschi. Nessuno dei personaggi maschili è identificabile se non per la parrucca che indossa. E anche quando si accenna ad un possibile sentimento (e rapporto) eterosessuale tra Abigail e il barone Masham (Joe Alwyn), questi è ridotto a puro mezzo sfruttato per il raggiungimento degli scopi della sua bella e futura moglie.

Al centro il Tory Robert Harley (Nicholas Hoult)

Il film perde il suo carattere pungente nella scena finale, in cui assume, invece, un risvolto vendicativo in cui non vi sono né vincitori né vinti — almeno non a corte. La regina è vittima e carnefice di un presente viziato da un passato doloroso irrimediabilmente irrisolto. Ma è proprio davanti a questa commistione di tormento, desiderio di rivalsa, dissoluzione morale e rivalità, che il pubblico, in piena libertà, riesce a non empatizzare con i tre personaggi femminili e a digerire meglio quanto di indigesto esisteva alla corte inglese di inizio Settecento.

IL TRAILER DEL FILM

LA SCHEDA DEL FILM

  • Titolo: La Favorita (titolo originale: The Favourite)
  • Regista: Yorgos Lanthimos
  • Genere: biografico, dramma, storico, commedia grottesca
  • Sceneggiatori: Deborah Davis, Tony McNamara
  • Cast: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn, Mark GatissJenny RainsfordJames SmithBasil Eidenbenz
  • Costumi: Sandy Powell
  • Scenografia: Fiona Crombie
  • Fotografia: Robbie Ryan
  • Montaggio: Yorgos Mavropsaridis
  • Casa di produzione: Element Pictures, Scarlet Films, Film4 e Waypoint Entertainment.
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Paese: Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti
  • Anno: 2018
  • Durata: 120 minuti
  • Data di uscita: 30 agosto 2018: anteprima alla 75a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; 23 novembre 2018: Stati Uniti; 24 gennaio 2019: Italia.

PREMI E RICONOSCIMENTI

  • 2018: Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia
    • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile a Olivia Colman
    • Gran Premio della Giuria
  • 2018: British Independent Film Award
    • Miglior Film a La Favorita
    • Miglior Sceneggiatura a Deborah Davis e Tony McNamara
    • Miglior Regista a Yorgos Lanthimos
    • Miglior Attrice a Olivia Colman
    • Miglior Attrice non Protagonista a Rachel Weisz
    • Miglior Cast a Dixie Chassay
    • Miglior Fotografia a Robbie Ryan
    • Miglior Trucco a Nadia Stacey
    • Migliore Scenografia a Fiona Crombie
    • Migliori Costumi
  • 2018: London Film Critics’ Circle
    • Miglior Sceneggiatura a Deborah Davis e Tony McNamara
    • Miglior Attrice a Olivia Colman
    • Miglior Attrice non Protagonista a Rachel Weisz
    • Miglior Film a La Favorita
  • 2018: Gotham Special Jury Award
    • Miglior Ensemble Performance a La Favorita
  • 2019: Golden Globe
    • Migliore Attrice in un Film Commedia o Musicale Olivia Colman
  • 2019: Academy Award
    • Migliore Attrice Protagonista a Olivia Colman
  • 2019: British Academy of Film and Television
    • Miglior Attrice Protagonista a Olivia Colman
    • Miglior Attrice non Protagonista a Rachel Weisz
    • Migliore Sceneggiatura Originale a Deborah Davis
    • Miglior Scenografia a Alice Felton e Fiona Crombie
    • Migliori Costumi a Sandy Powell
    • Miglior Trucco a Nadia Stacey
    • Miglior Film Britannico a La Favorita
  • 2019: Critics’ Choice Award
    • Miglior Cast a La Favorita
    • Miglior Attrice in un Film Brillante a Olivia Colman
  • 2019: Satellite Award
    • Miglior cast cinematografico de La Favorita
    • Miglior Attrice in un film commedia o musicale ad Olivia Colman
    • Migliori Costumi a Sandy Powell
  • 2019: Costume Designers Guild Award
    • Miglior Film in Costume a Sandy Powell
  • 2019: ADG Excellence in Production Design Award
    • Miglior Film in Costume a Fiona Crombie
  • 2019: National Society of Film Critics Award
    • Miglior Attrice a Olivia Colman
  • 2019: AACTA International Award
    • Miglior Attrice a Olivia Colman
    • Miglior Sceneggiatura a Deborah Davis e Tony McNamara
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Categories: 2018, Festival, Film, Home, Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Recensioni

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