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Decalogo (e più) per film blogger accreditati a Film Festival

Ogni studioso di cinema, giornalista di carta stampata o di pubblicazione in formato digitale, qualsiasi addetto ai lavori dell’industria cinematografica, ogni produttore alla ricerca di progetti validi su cui investire o qualsiasi cinefilo dalla conoscenza enciclopedica deve attenersi ad alcune regole fondamentali, quando si trova in trasferta ad un festival del cinema, ovunque esso sia.

Palazzo del Cinema, Lido di Venezia – 75a Edizione della Mostra dell’Arte Cinematografica – La Biennale, 2018

– PRIMA DEL FESTIVAL

* Fare domanda per l’accredito stampa, che compete, rispettando le scadenze. 

Non attendere l’ultimo momento. Ottenere il pass dopo la scadenza è raro, ma, se le motivazioni della richiesta pervenuta in ritardo sono lecite, non impossibile.

* Prenotare l’alloggio con largo anticipo.

Qualsiasi città nei giorni del festival è presa d’assalto e i prezzi delle camere (anche del più infimo tugurio) lievitano a dismisura. Stanze in affitto, pensioni, o B&B sono preferibili, tanto, comunque, di queste si userà solo il giaciglio per qualche ora la notte.

– L’ARRIVO AL FESTIVAL

* Giungere al festival almeno un giorno prima dell’avvio dei lavori.

In cartellone, c’è quasi sempre almeno una proiezione degna di nota la sera, che precede il taglio del nastro.

* Crearsi una routine quotidiana scandita da appuntamenti chiave, che lascino abbastanza tempo alla stesura dell’articolo assegnato.

Alzarsi presto al mattino, ad esempio, anche se si è lavorato fino a tardi la sera prima. Il festival è un’occasione, che si tiene una volta all’anno, e sacrificare qualche ora di sonno per una settimana, o poco meno, non è deleterio per proprio benessere psicofisico.

Programma Anteprime Stampa al Cinema Classico – 36a Edizione del Torino Film Festival, 28 novembre 2018 © TV and Film News24

* Tenere un diario giornaliero della propria esperienza al festival.

Prendere appunti durante le proiezioni o immediatamente dopo. Si ricorda che il cinema, per un giornalista, è lavoro prima che intrattenimento. Annotare tutto o quasi arricchisce la propria trasferta e il proprio lavoro.

* Arrivare preparati.

Ci si aspetta che i partecipanti conoscano la storia della manifestazione, i suoi meccanismi, i membri della giuria e del suo presidente, del programma giornaliero e dei film in concorso e non. L’ignoranza non giustifica l’incompetenza.

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– NELLA SALA CINEMATOGRAFICA

Mai trangugiare una bibita ghiacciata (fatta eccezione per una bottiglietta d’acqua) o sgranocchiare alcunché durante la proiezione.

Questo tipo di cafonaggine è motivo di disturbo per gli spettatori seduti ad almeno due metri all’interno del raggio d’azione delle nostre fauci.

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– IN SALA STAMPA

* Conoscere nuovi colleghi ed ascoltare la loro esperienza in loco è estremamente utile a modellare la propria.

Quindi è essenziale tornare a casa con una agenda ed un portafoglio pieno zeppo di email, biglietti da visita e numeri di telefono raccolti tra i colleghi nel caso si vogliano instaurare future collaborazioni. E’ buona norma e cortesia, quindi, scrivere a queste persone. Promettere di rimanere in contatto e poi non farlo è indice di poca attendibilità. Attenzione, inoltre, a chi utilizza la scusa del lavoro per cuccare. Lavoro rimane lavoro.

* Rispettare il proprio turno in fila.

Che sia all’entrata della sala cinematografica, alla cassa del chiosco, che sforna tranci di pizza o del baretto, che dispensa fiumi di birra, bottigliette d’acqua o espressi talmente ristretti da indurre l’insonnia anche al perennemente assonato Paperino, scavalcare qualcuno significa portare la lettera scarlatta per tutta la manifestazione. Il tempo è denaro per tutti e sottrarlo è scortesia. Nel circolo ristretto di chi scrive ci si conosce più o meno tutti ed è, quindi, auspicabile rendere nota la propria identità pubblica per la propria firma in calce ad un articolo che per un’incontrollata impazienza davanti ai bisogni più elementari.

* Mai sbirciare o guardare con insistenza lo schermo di un collega che scrive i propri articoli.

E’ fastidioso tanto quanto colui che scrocca la lettura del giornale appollaiato sulle spalle di chi legge.

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* Rispettare la proprietà intellettuale, nonché l’arte verbale e visiva dei colleghi.

Garbo e professionalità sono un must. Non c’è niente di peggio della concorrenza sleale e del plagio nel diritto d’autore, che, oltre a tutto, è reato secondo la legge speciale 633 del 22 aprile 1941, in cui il legittimo lavoro di un autore è protetto dalla libera appropriazione delle creazioni altrui. Quindi, citare sempre la fonte di qualsiasi materiale appartenente a terzi, che sia un video, una foto o semplicemente il riassunto della trama di un film.

Conferenza Stampa – Ride (Valerio Mastandrea, 2018) alla 36a Edizione del Torino Film Festival © TV and Film News24

* Partecipare con astuzia ed intervenire con diligenza e misura alle conferenze stampa.

Quando si prende la parola è buona norma identificarsidicendo il proprio nome e la testata per la quale si lavora. Dopo di che, quando si passa al quesito per cui si è richiesta la parola, essere chiari, concisi, umili, ma con arguzia. Mai ostentare conoscenze illimitate quando il proprio bagaglio culturale cinematografico è pari ad una fetta di groviera. Porre domande complesse multiple e mal articolate a più interlocutori in una volta e monopolizzare così la sala a proprio vantaggio crea irritazione e confusione nel regista, nel produttore o attore chiamato a rispondere, nel traduttore simultaneo, che annaspa nella sua claustrofobica cabina e nell’uditorio che desiste dal prendere appunti non appena riconosce il tipico collega egocentrico. Si ribadisce, i giornalisti sono sempre gli stessi, quindi farsi una brutta nomea è sconsigliato.

Sala Stampa – 74a edizione della Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia 2017 © Tv and Film News24

* Fare silenzio in sala stampa almeno quando per tutti è finalmente arrivato il momento di scrivere.

Il ticchettio dei tasti sulla tastiera è tollerato, perché è parte del sistema e si finisce, ad un certo punto, per non farci più caso, ma il brusio e il tono di voce troppo alto di chi blatera al telefono sono irritanti e influenzano negativamente il lavoro di chi ha la sfortuna di essergli vicino.

* Rispettare le normali regole del buongusto e della decenza in ogni dove. Non solo ad una manifestazione.

Comportarsi in modo civile non costa nulla ed è segno di intelligenza ed umanità. Quindi, ripulire sempre dove si è sporcato, sbarazzandosi delle immondizie e rispettando l’ambiente non è solo cosa gradita, è un dovere verso gli altri e verso se stessi.

* Mai intrufolarsi dove l’accesso non è consentito.

Neanche alle feste più glamourous, a meno che il proprio lavoro non abbia i tratti del giornalismo d’assalto e sia perentorio scovare gossip di un certo livello. Ma bisogna essere consapevoli, che il livello di sicurezza è giustamente altissimo e rendersi colpevoli di procurato allarme è deplorevole, nonché illegale.

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* Avere sempre con sé almeno uno smartphone con una fotocamera di buona qualità.

Il caso potrebbe consentirvi di scattare una foto e/o un video dal futuro virale. E’ essenziale non aver paura di documentare la propria esperienza con tutti i media possibili. Questa esperienza sicuramente unica e solo vostra e quindi fonte di pezzi unici da pubblicare.

* Chiedere di scattare un selfie o di firmare un autografo ad una celebrità è umano, ma può essere anche indice di una mediocre professionalità. 

Non si è fan, ma professionisti sul posto di lavoro tanto quanto gli artisti sul palco in quel momento, quindi, datevi un contegno.

Detto questo,…buon lavoro!

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