Ride (Valerio Mastandrea, 2018): un piccolo capolavoro

E’ da tempo ormai che ogni volta che si entra in una sala cinematografica con la prospettiva di vedere un film italiano, il timore di assistere ad un flop è quasi sentimento preventivato. Eppure, a volte, si assiste a delle chicche inattese, che fanno ben sperare per la “hollywood italiana.” Questo è il caso di Ride, opera prima del regista e attore Valerio Mastandrea, pellicola in concorso al Torino Film Festival in questi giorni.

Il backstage del film. Photo credit: sconosciuto.

Trama

Carolina (Chiara Martegiani) è una giovane donna, madre di Bruno (Arturo Marchetti). Carolina ha appena perso il marito, Mauro (Lino Musella), operaio. Mauro è vittima di un incidente sul lavoro in una fabbrica di Nettuno. E’ il giorno che precede il funerale. Madre e figlio si preparano all’evento ognuno a modo proprio. Carolina prova un inspiegabile stoicismo, che non la porta a versare neppure una lacrima davanti alla tragedia quanto invece a sorridere, ogni tanto.

L’attrice Chiara Marchegiani, nel ruolo di Carolina, “confortata” dai genitori per la sua perdita. Photo credit: sconosciuto.

Bruno, anche egli traumatizzato, non riesce a lasciarsi andare al dolore e incolpa la madre per l’arsura dei suoi occhi. Il ragazzino, da sempre, considera il padre un eroe. Gli assomiglia in tutto e per tutto, nei gesti e nelle abitudini. Per questo, si aspetta che tutti condividano la stessa visione che lui ha di suo padre. Si prepara, così, assieme all’amico Ciccio (Mattia Stramazzi), alle interviste televisive post funerale, che si aspetta di dover sostenere, convinto che questa morte sia motivo di dramma nazionale.

Dietro al dolore inespresso dei due, però, c’è anche quello del vedovo Cesare (Renato Carpentieri), un povero vecchio isolatosi in una casetta sul mare e un tempo operaio come il figlio Mauro. Il fratello di Mauro, Nicola (Stefano Dionisi), scapestrato di lungo corso e spina nel fianco del genitore, ritorna dopo essere stato rilasciato dal carcere. Tanta è la rabbia che prova nei confronti di Cesare, che considera responsabile della morte del fratello. Tra i due non vi è possibilità di riconciliazione, seppur l’amore per Mauro li unisca più di quanto immaginino.

La conferenza stampa di Ride al Torino Film Festival. Il cast al completo. Photo credit: TV and Film News24.

Recensione

Con Ride, Valerio Mastandrea ha fatto bingo per sceneggiatura, messa in scena, cinematografia, montaggio e regia. Non v’è aspetto nel film che non sia curato al dettaglio. Il dettaglio di un occhio che non riesce a piangere e l’invidia di fronte agli occhi altrui bagnati di lacrime vuote, un piatto di bucatini immaginari, che Carolina prepara come ogni giorno per il marito di ritorno dal lavoro, un piede che cerca il ritmo del pianto disperato, ma che fallisce in un soggiorno assordato da un brano di musica rock che piaceva a Mauro, questi sono i dettagli che ergono il film almeno due spanne sopra la mediocrità di molti film italiani.

La verità dei dialoghi va di pari passo con la poesia delle immagini, in cui i personaggi sono dipinti. L’appartamento di Carolina è un universo disegnato sulle pareti, negli specchi, tra le stoviglie della cucina o le pieghe di un copriletto color panna. Lì, tra quelle pareti chiare, l’elaborazione del lutto per la giovane vedova.

I giovani attori Mattia Stramazzi e Arturo Marchetti oggi all’uscita dalla conferenza stampa del film. Photo credit: TV and Film News24.

Bruno, invece, al sole sui tetti di Nettuno, recita la parte del figlio dell’eroe smozzicando un panino. Declama le battute in piedi su una rossa zattera di salvataggio, incagliata nel cemento, fuori dal mondo. Non a caso questo, visto che si tratta di un bambino che ha bisogno di essere salvato da una marea incontrollabile. E’ talmente vera l’interpretazione del piccolo Arturo Marchetti, che dispiace, quando davanti ai giornalisti, dichiara di non voler perseguire la carriera d’attore. La speranza è che ci ripensi.

Un pochino acerba è l’interpretazione dell’amico, Ciccio. Mattia Stramazzi è ancora una crisalide, ma ha tutto il tempo per diventare una farfalla unica nel suo genere. Tutto sta dalla sua parte affinché questo avvenga.

L’attore Renato Carpentieri oggi al Torino Film Festival. Photo credit: TV and Film News24.

Tra questi giovani talenti, spiccano le struggenti interpretazioni di Stefano Dionisi e Renato Carpentieri. I due attori commuovono. A loro è dato l’incarico di sviscerare le conseguenze di una vita in cui i figli seguono il destino dei tanto venerati padri. Incarnano la parabola discendente di un futuro in cui Bruno potrebbe essere eroe sconfitto a sua volta. La violenta fisicità del rapporto difficile tra padre e figlio è palpabile. Le botte inferte senza rimorso dal padre a Nicola o la fredda canna della pistola appoggiata sulla tempia di Cesare parlano di realtà. Sono graffi sulla pellicola. Fanno male e lasciano il segno.

Il cameo della leggendaria Milena Vukotic (unica assente oggi al Festival) nel ruolo di Ada, la vicina di casa di Carolina, che nasconde la sua sofferenza di vedova dietro un trucco esagerato, non tradisce l’identità di artista ironicamente tragica, che da sempre ella interpreta. Incapace di pensare che la morte possa essere vissuta altrimenti, Ada cerca di ricreare sul volto di Carolina la stessa maschera. Ma la maschera, su di lei, non calza, e come dice Bruno, “Mamma, con quel trucco sembri un koala.” Davanti a tale commento, la sala ride anche se sa che il dramma di questa tragicommedia è serio e profondo.

Il film ha infatti una natura meravigliosamente incoerente. Il titolo bisillabico di sole quattro lettere, Ride, è “paradossale, fin troppo forse”, dice Mastandrea in conferenza stampa. “In realtà, Carolina ride ben poco.” E infatti, i sentimenti di Carolina volteggiano tra gli estremi della risata e del pianto disperato. La donna vive in un limbo, in cui non vuole trovarsi affatto. Tenta in tutte le maniere di essere triste, dopo tutto soffrire è un suo diritto. Si trova davanti ad una tragedia che non è pronta ad affrontare. La rabbia la divora anche di fronte a suo figlio, che inizia ad esperire il dolore, proprio attraverso l’ira impotente della madre. Quando, dopo la sfuriata di Carolina, il bambino prende la bici per perlustrare la città in cerca dei placcati del padre morto per stracciarli, Bruno riesce a far pace con se stesso e ad accettare la morte del padre.

L’attrice Chiara Martegiani al Torino Film Festival. Photo credit: TV and Film News24.

La scenata furibonda è terapeutica anche per Carolina e, persino, per la Martegiani, che confessa di aver litigato di brutto con il compagno regista un giorno sul set. Entrambe le litigate hanno riportato in vita i sentimenti della donna nella doppia veste di personaggio ed attrice, che finalmente riesce a provare qualcosa. Nel caso specifico, la Martegiani confessa che la lite era stata causata dalla sua “incapacità” di “sentire” (!). Spaventosamente curioso il parallelismo tra fiction e realtà.

Quando Bruno ritorna a casa, trova la madre in lacrime. Finalmente. Carolina è talmente felice di esserlo, che tutto intorno a lei è in sintonia con il suo stato d’animo. Il salotto, reso prima arido dalle sue tanto desiderate lacrime, è ora teatro di una rinfrescante pioggia battente. La pioggia metaforica è il pianto liberatorio di una moglie e di una madre lasciata sola. Ma è anche molto di più. E’ il comune denominatore di tutte quelle famiglie che hanno perso un caro, mentre questi era al lavoro. E che per lui soffriranno sempre. 

Mastandrea affronta un tema doloroso, quello delle morti bianche, ma è a chi “a chi resta,” che egli pensa e dedica questo film semplice, ma forte, silenzioso e tanto “rumoroso” nei pensieri e nei sentimenti. Mastandrea dirige un film tristemente ironico, che incanta i cuori, ma non fa piangere, perché si insinua nell’anima dello spettatore con timido tatto.

Trailer originale

Scheda del film

Titolo: Ride

Regista: Valerio Mastandrea

Genere: dramma

Sceneggiatori: Valerio Mastrandrea e  Enrico Audenino

Cast: Chiara Martegiani, Renato Carpentieri, Stefano Dionisi, Milena Vukotic, Lino Musella, Silvia Gallerano, Emanuel Bevilacqua, Milena Mancini, Giordano De Plano

Fotografia: Andrea Fastella

Montaggio: Mauro Bonanni

Casa di produzione: Kimerafilm e Rai Cinema

Distribuzione: 01 Distribution

Paese: Italia

Anno: 2018

Durata: 95 minuti

Data di uscita: 29 novembre 2018 (Italia)

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