Il Mistero della Casa del Tempo (Eli Roth, 2018): Recensione

E’ l’horror il genere per cui il regista Eli Roth è principalmente conosciuto. Una lunga sequela di film e serie televisive da produttore e regista caratterizzano il suo profilo professionale, a cui si aggiunge anche una carriera da attore non protagonista. Il suo valore, però, dietro le quinte è insindacabile. E’ sotto gli occhi di tutti sin dal successo di Cabin Fever (2002), Hostel (2005), Knock Knock (2015) o di Bastardi senza gloria, di cui, ufficialmente, Quentin Tarantino è il solo regista, mentre Roth è il co-regista “senza portafoglio.” Con Il Mistero della Casa del Tempo, Roth guadagna in autorevolezza pur cambiando genere cinematografico, ma senza rinunciare ad immagini semi-horror.

Da sinistra lo zio materno Jonathan Barnavelt (Jack Black), il nipote Lewis (Owe Vaccaro) e la migliore amica dello zio, Florence Zimmerman (Cate Blanchett)

Trama

New Zebedee, 1955. Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro) è un ragazzino di appena dieci anni, orfano di entrambi i genitori morti in un incidente stradale. A confortarlo una palla magica nera, che il padre e la madre gli hanno regalato prima di morire. Solo al mondo, va a vivere con lo zio materno, Jonathan (Jack Black), in una villa, che, in città, tutti considerano stregata. Lo zio, che si definisce uno “stregone da salotto,” vive in un mausoleo pieno zeppo di ogni tipo di orologio, carabattola, pupazzo e marionetta sgangherata dall’aspetto sinistro. “Le cose sono molto strane qua,” rivela lo zio, mentre Poltrona, sedile buffo ed animato, si aggira per la casa come un cucciolo affettuoso e giocherellone.

Durante la prima notte nella casa, il bambino si sveglia a causa di un tonfo improvviso. Fa capolino fuori dalla sua stanza e intravede lo zio munito di torcia aggirarsi nell’oscurità dei corridoi intento ad ispezionare le pareti della casa. Quella non sarà l’unica volta che Lewis assisterà ad un comportamento così bizzarro da parte dello zio.

Florence Zimmerman (Cate Blanchett)

L’unica figura rassicurante che frequenta la casa è Florence Zimmerman (Cate Blanchett), la migliore amica di Jonathan. Con lei, lo zio intrattiene un costante dialogo infarcito di insulti fantasiosi, sarcastici, ma bonari. “Testone sproporzionato,” lo apostrofa lei, e, “spaventapasseri,” rincara lui. Le stranezze della sua nuova famiglia e i misteri racchiusi in quella casa sono solo alcune delle stravaganze a cui è esposto. I veri problemi arrivano il primo giorno di scuola.

Lewis fa difficoltà a socializzare con i coetanei. E’ un tipo sui generis, che indossa un paio di occhiali da supereroe, che solo un nerd può conoscere. Negli sport è una schiappa. E’ fissato con le parole, che codifica grammaticalmente. “Indomito. Aggettivo. Maschile. Vuol dire indomabile, che non si lascia sconfiggere,” sciorina il bambino davanti a qualsiasi interlocutore incapace di rilevarne lo straordinario bagaglio culturale. Il dizionario è il suo compagno di vita. Eppure, tra i tanti studenti, Tarby Corrigan (Sunny Suljic), un bullo che veste jeans, maglietta bianca attillata e brillantina à la Grease, candidato a presidente della scuola, lo avvicina. Tuttavia, la nascita di un’amicizia tra i due è una mera illusione. Tarby è un opportunista, che, raggiunto l’obiettivo dell’elezione, scarica Lewis per allearsi con l’altro gradasso della scuola Woody (Braxton Bjerken). Lewis, però, tanto desideroso di farsi accettare, tenta il tutto e per tutto invitandolo a casa per fargli assistere ad una magia.

Lo stregone Isaac Izard (Kyle MacLachlan)

L’invito è un errore madornale. La curiosità di Tarby e la paura di Lewis di rimanere per sempre impopolare tra i coetanei fanno precipitare la situazione. Con una stregoneria, resuscitano il vecchio proprietario della villa, Isaac Izard (Kyle MacLachlan). Anch’egli stregone e un tempo amico di Jonathan, era morto un anno prima mettendo in atto un rituale malefico.

Un tempo, Isaac e lo zio si esibivano assieme sul palco, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale, Isaac decide di arruolarsi. A guerra finita, torna cambiato, arrabbiato e sofferente. Qualcosa di drammatico deve essere successo. L’unica cosa che si sa è che, fuggendo dopo un’imboscata ai danni del suo plotone, Isaac si era inoltrato nella Foresta Nera, dove aveva incontrato un maestro malvagio, Azazel (Christian Calloway), principe dell’Ade e dio della giustizia e della vendetta. A questo si aggiunge l'”omicidio” della moglie Selene (Renée Elise Goldsberry), crimine perpetrato in nome di un progetto assurdo e di una magia irreversibile.

L’apocalisse è imminente. Jonathan lotta contro il tempo e contro un Isaac pronto a tutto. Lewis, preso dai rimorsi, rivela di aver causato la “resurrezione” dello stregone, ma, ora, arrabbiarsi con Lewis non serve a nulla. Jonathan lo sa. Bisogna solo agire ed essere indomiti, anche se il terreno dovesse mancar loro sotto i piedi.

Recensione

Le strategie per rappresentare il tempo al cinema sono sempre le stesse, pure intelaiature che incorniciano trame di flashforward e flashback commissionati ad un presente, che fa da filo conduttore di una mancata evoluzione. La mancata evoluzione è figlia di una tendenza a delineare i fatti in modo sincronico piuttosto che diacronico. Ad ogni passo avanti corrisponde un passo indietro, quasi a suggerire che passato, presente e futuro siano paradossalmente simultanei. Questo tipo di approccio è strutturale.

Ne Il Mistero della Casa del Tempo, invece, il tempo è contenuto, non è struttura. Tratto dal romanzo La Pentola Magica di John Bellairs scritto nel 1973, la sceneggiatura ricorre solo occasionalmente e imprescindibilmente al flashback studiando il tempo ad un livello superiore. Il tempo è al centro della storia ed è raccontato come “personaggio” in piena evoluzione inversa. Su queste basi, ci si chiede che cosa succederebbe al mondo se esistesse la reversibilità del tempo e cosa ne sarebbe della storia, delle sue conseguenze, degli errori commessi e delle lezioni imparate da questi ultimi. Il film dà delle risposte accettabili dai più, ma, solamente, perché si tratta di un genere fantasy.

Risposta. Il futuro non esisterebbe, mentre il presente collasserebbe improvvisamente su un passato destinato a scomparire e a cui si è costretti a dire addio per sopravvivere. Quando Lewis lancia negli ingranaggi dell’orologio maledetto al fine di evitare il collasso temporale, scuote la sua palla nera, unico legame ancora esistente con i genitori. Ha scosso quella sfera magica ogni qualvolta aveva bisogno di risposte e per l’ultima volta i suoi genitori lo guidano e gli danno il coraggio per salvare la storia. “Di addio!”, dice la palla magica. Dire addio al passato per salvare presente e futuro è la risposta a tutti quei complessi quesiti che il film pone.

Trailer

Scheda del film

Titolo: Il Mistero della Casa del Tempo (titolo originale: The House with a Clock in its Walls)

RegistaEli Roth

Genere: family, fantasy e horror

Sceneggiatori: Eric Kripke

Cast: Jack BlackCate BlanchettOwen VaccaroRenée Elise GoldsberrySunny Suljic, e Kyle MacLachlan

Fotografia: Rogier Stoffers

Montaggio: Andrew S. Eisen

Musiche: Nathan Barr

Produttori: Brad Fischer, James VanderbiltEric Kripke

Casa di produzione: Amblin EntertainmentReliance Entertainment, Mythology Entertainment e Amblin Partners

Distribuzione: Universal Pictures

Paese: USA

Anno: 2018

Durata: 105 minuti

Data di uscita: 21 settembre 2018 (USA) e 31 ottobre 2018 (Italia)

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