Mission Impossible – Fallout: Recensione

Dopo ben cinque film della saga di Mission Impossible, c’era bisogno, e chi scrive lo dice senza ironia, di un nuovo capitolo. In effetti, l’appuntamento fisso con Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt ogni 4 o 5 anni è diventata quasi una necessità, visto l’incremento della qualità del prodotto nell’ultimo decennio. Sì, perché si tratta di un vero prodotto, che può contare su un granitico franchising e sulla nobile eredità della omonima serie televisiva Mission: Impossible, creata da Bruce Geller (1930-1978) ed andata in onda sulla CBS dal 1966 al 1973. Il genio del regista Stephen McQuerrie, che ha magistralmente diretto sia Mission Impossible – Rogue Nation (2015), che Mission Impossible – Fallout (2018) è secondo solo a quello di Brain De Palma, regista del primo Mission: Impossible nel 1996.

Trama

Dopo lo smantellamento del Sindacato e la cattura di Solomon Lane (Sean Harris), un gruppo di terroristi chiamato Gli Apostoli ha preso il suo posto sotto la guida di John Lark. Ethan Hunt e la sua squadra di fedeli amici della IMF (Impossible Missions Force) sono tornati. Ethan, con l’aiuto di Luther Stickell (Ving Rhames), Benji Dunn (Simon Pegg) e anche di Rebecca Ferguson (Ilsa Faust), deve localizzare e recuperare tre nuclei di plutonio destinati alla creazione di tre testate nucleari pronte ad essere detonate. Erica Sloane, direttrice della CIA, non fidandosi dell’IMF, ingaggia il killer August Walker (Henry Cavill), membro del Dipartimento delle Attività Speciali, per fargli controllare Hunt & Co. A complicare la lotta contro il tempo, Solomon Lane viene liberato e stavolta vuole riuscire nel suo piano, che è quello di distruggere la vita di Hunt per sempre.

Recensione

Il buon cinquantaseienne Tom Cruise non dà segni di cedimento. Nonostante una caviglia rotta sul set del film mentre salta nel vuoto da un tetto all’altro, l’attore porta a termine la scena. Poi la corsa all’ospedale. Ma, come Cruise, recupera in poco tempo. E come dice Solomon Lane nel film, “Non può esserci pace senza una grande sofferenza. Più grande è la sofferenza più grande è la pace.” O il successo del film, visto che l’incasso complessivo (USA e resto del mondo) ha superato di gran lunga i $700,000,000 su un budget di $178,000,000 spesi per realizzare la pellicola.

Se Cruise è indistruttibile negli innumerevoli stunt, rinunciando sempre ad avere un double, Hunt, in questo capitolo, sembra goffo, come se qualcun altro dovesse invece impersonare l'”uomo d’acciaio.” E in effetti, chi meglio di Henry Cavill? Walker, aka Cavill, è l’ambiguo guardaspalle di Hunt. Spettacolare la scena nel lindo bagno di un locale in cui Hunt le prende di brutto da un falso John Lark, ma viene salvato da Walker dopo una lotta che ha trasformato quel bagno in un teatro di guerra rosso sangue. Nella sua goffaggine Hunt/Cruise rimane il personaggio/attore simpatico che lo spettatore ama a differenza di Walker/Cavill la cui doppiezza gli inimica il pubblico. Cavill è robotico. Non cambia mai espressione. Neanche il ciuffo sulla fronte si scompone davanti ad un confronto a pugni chiusi.

Il killer August Walker (Henry Cavill) assoldato dalla direttrice della CIA Erica Sloane (Angela Bassett).

Benji Dunn è goffo quanto Hunt, ma in certe occasioni salva capra e cavoli. Simon Pegg ha finalmente conquistato rispetto per il suo Benji, che riempie il cuore di tenerezza per la sua innocenza e bontà d’animo. Anche Luther qui raggiunge l’apice della sua consideratezza ed umanità. Ving Rhames sorprende per essere riuscito a combinare in modo perfetto risolutezza, coraggio, riconoscimento ed affetto per Ethan. Rhames è credibile sin da Mission Impossible I. Lo è anche stavolta. E poi c’è Ilsa, che pur su fronti opposti è sempre più eroina dagli occhi di ghiaccio. Rebecca Ferguson ha un ruolo meglio definito rispetto alla Ilsa di Rogue Nation. E’ l’attrice giusta al posto giusto, dove, invece, Michelle Monaghan, che interpretava Julia Meade la moglie di Hunt in Mission Impossible III, era del tutto fuori posto. Troppo melodrammatica, scontata ed inconcludente, di certo non la donna giusta per Ethan Hunt.

Il film piace perché mantiene il suo ritmo incalzante, cadenzato da una colonna sonora che non stanca mai, anzi, elettrizza la platea ogni volta che parte. Ogni capitolo si apre con la missione che Hunt è chiamato ad affrontare e a seguire i titoli di apertura preparano il pubblico ad una dose d’azione che può permettersi di fare a meno del CGI (Computer Generated Images). In nessun altro film d’azione, le scene sembrano più vere di quanto non lo siano, perché lo sono davvero. Nessun esperto del computer ci ha messo le mani, almeno non smaccatamente, e ha lasciato la sua impronta su inseguimenti, sparatorie e doppiogiochismi. E’ proprio questo il marchio che McQuerrie e Cruise imprimono sul film, un senso di rappresentazione della realtà che è reale, quanto filmica.

Trailer

Scheda del film

Titolo: Mission Impossible – Fallout

Regista: Christopher McQuarrie

Cast: Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Alec Baldwin, Henry Cavill, Angela Bassett, Vanessa Kirby, Michelle Monaghan, Simon Pegg, Sean Harris, Ving Rhames, Joey Ansah

Genere: Azione, Avventura, Thriller

Sceneggiatori:  Christopher McQuarrie (basato sulla serie televisiva creata da Bruce Geller)

Fotografia: Rod Hardy

Montaggio: Eddie Hamilton

Produttori: J.J. Abrams, Tom Cruise, Jake Myers, Christopher McQuerrie

Distribuzione: 20th Century Fox

Paese: USA

Anno: 2018

Durata: 147 minuti

Data di uscita: 29/08/2018

 

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