L’attore Burt Reynolds muore a 82 anni

L’attore Burt Reynolds, considerato uno dei sex-symbol di Hollywood

La morte dell’attore ottantaduenne, di origini cherokee per parte di padre, Burt Reynolds giovedì mattina al Jupiter Medical Center in Florida ha colto tutti di sorpresa lasciando la sua famiglia “distrutta dal dolore,” riferisce il suo agente Erik Kritzer al The Hollywood Reporter. L’attore, repubblicano convinto, che da anni aveva problemi di salute (nel 2009 aveva subito un intervento alla schiena che lo portò ad abusare di antidolorifici), è morto per un attacco cardiopolmonare.

Biografia

Nato a Lansing in Michigan, Burton Leon Reynolds si trasferì in Florida con la famiglia a soli 5 anni, aveva davanti a sé un promettente futuro da stella del football americano. Non a caso aveva vinto una borsa di studio come atleta per frequentare la Florida State University. Tuttavia, a causa delle conseguenze di un incidente stradale che gli distrusse un ginocchio, dovette lasciare lo sport. Abbandonò gli studi universitari per trasferirsi a New York, dove cercò di sfondare con la recitazione.

Gli amori

Nel 1963 sposò l’attrice Judy Carne, ma il matrimonio naufragò dopo due anni. Dopo parecchi flirt – alcuni anche finirono tragicamente, nel 1988, sposò l’attrice Loni Anderson. I due divorziarono nel 1994 dopo aver adottato il loro unico figlio Quinton Reynolds, oggi promettente direttore della fotografia. Tra i due matrimoni intraprese una intensa relazione con l’attrice Sally Field, conosciuta nel 1977 sul set del film di successo Il Bandito e la Madama di Hal Needham. Molti anni dopo definì la Field come l’unico amore della sua vita. I due non si sposarono, perché l’attrice rifiutò ogni proposta di matrimonio che lui le fece.

Burt Reynolds e la compagna di allora Sally Field

La carriera

Reynolds debutta tra gli anni ’50 e ’60 nella pubblicità e in serie televisive, come Hawk l’Indiano del 1966, poliziesco incentrato sulle vicende del detective John Hawk. Il successo arriva nel 1972 con Un tranquillo Week End di Paura di John Boorman.

La foto scandalosa di Burt Reynolds ritratto senza veli. La foto fu pubblicata sulla rivista Cosmopolitan come poster centrale.

Dello stesso anno è il poster pubblicato sulla rivista Cosmopolitan in cui Reynolds appare disteso su una pelle d’orso completamente nudo. La foto fu una tra le prime, se non la prima, di un uomo immortalato senza veli per una rivista. In seguito, l’attore dichiarò che quel photoshoot era stato un enorme sbaglio per lui. Ma non fu un passo falso per Cosmopolitan, che per quella foto, tutt’ora sexy, vendette un milione e mezzo di copie.

Nel 1974, interpreta un giocatore di football in Quella Sporca Ultima Meta di Robert Aldrich. Negli anni ’80, è J.J. McClure nella commedia demenziale La Corsa più Pazza d’America  di Hal Needham e nel sequel diretto dallo stesso regista nel 1984. Il film segue le vicende di una serie di piloti impegnati in una gara clandestina attraverso gli Stati Uniti a bordo di mezzi improbabili.

Burt Reynolds and Mark Walhberg sul set di Boogie Nights – L’Altra Hollywood del 1997

Nel 1997 è Jack Horner, manager dell’industria pornografica, in Boogie Nights – L’Altra Hollywood, pellicola scritta e diretta da Paul Thomas Anderson. Questa performance valse a Reynolds la sua unica nomination agli Oscar e la vittoria ai Golden Globes come miglior attore non protagonista. Dopo aver raggiunto l’apice e aver recitato in più di 60 film, la sua carriera iniziò ad appannarsi. Investimenti azzardati nell’ambiente della ristorazione e l’acquisto di una squadra di football lo portarono alla bancarotta.

Nel 1996, recitò il ruolo del politico David Dilbeck accanto all’affascinante Demi Moore nel tanto criticato Striptease di Andrew Bergman. Prese parte a serie televisive come X-Files e My Name is Earl e qualche altro film di scarso impatto al botteghino. Di recente, il regista Quentin Tarantino lo scritturò per recitare in  Once Upon a Time in Hollywood in uscita nel 2019, ma questa morte improvvisa, avvenuta un mese prima dell’inizio delle riprese, gli impedì di calcare nuovamente il set.

Da tutti apprezzato per il suo umorismo, diceva sempre di aver rifiutato ruoli importanti come un idiota e complessi per scegliere invece sceneggiature divertenti. Ha rifiutato i ruoli di Han Solo in Guerre Stellari (George Lucas, 1977), Garrett Breedlove in Voglia di Tenerezza (James L. Brooks, 1983), Pete St. John in Power – Potere (Sidney Lumet, 1986), John McClane in Trappola di Cristallo (John McTiernan, 1988), o Jeffrey Anderson in Bolle di Sapone (Michael Hoffman). Forse per questo, soppesando la sua filmografia, in modo spiritoso, diceva che i suoi film dovevano essere trasmessi sugli aerei e nelle carceri, entrambi luoghi da dove lo spettatore non poteva fuggire.

Del 1994 e del 2015 sono rispettivamente le autobiografie My Life, Burt Reynolds But Enough about Me.



Categories: Film, Home, In Memoriam

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