Ocean’s Eight: Recensione

Debbie Ocean e la sua gang all’assalto del Toussaint

Dawn Hudson (CEO dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences), Oprah Winfrey (magnate dei media), Patti Jenkins (regista cinematografica), Kathleen Kennedy (presidente di Lucasfilms), Diane Nelson (presidente di DC Entertainment), Meredith Ahr (presidente della Universal Television Alternative Studio) o Reese Witherspoon (attrice e produttrice cinematografica) – solo per menzionarne alcune – hanno recentemente preso il controllo in modo legittimo e legale di alcune posizioni chiave dell’industria americana dell’intrattenimento. Il loro potere, che travalica la tipologia del mezzo di comunicazione, è tinto di competenza, intelligenza, talento e determinazione. Sfidano, senza esitare, lo status quo di matrice patriarcale. Quindi, è giusto ammettere che ora Hollywood sta vivendo una nuova era.

Questo potere femminile è diventato il centro delle trame anche di molti film e se nella prima decade del ventunesimo secolo film dal cast prettamente maschile come la trilogia Ocean’s Eleven (2001), Ocean’s Twelve (2004) e Ocean’s Thirteen (2007) dominavano il mercato della distribuzione cinematografica, ora lo scenario è cambiato.

Trama

Ocean’s Eight (Gary Ross, 2018), ad esempio, può contare su un cast tutto al femminile. Il solo personaggio maschile di un certo rilievo è Claude Becker (Richard Armitage), un insignificante truffatore. Qui, il carismatico ladro – ma ora deceduto – David Ocean (George Clooney) e il suo partner di malefatte Rusty Ryan (Brad Pitt) sono stati rimpiazzati dalla sorella minore di David, Debbie Ocean (Sandra Bullock) e dalla sua amica di lunga data Lou (Cate Blanchett). Appena uscita di prigione, Debbie progetta un colpo. Assieme a Lou, recluta sei talentuose criminali. Compiono un furto durante la serata chic al Met Gala di New York City. A differenza della trilogia, dove l’obiettivo erano milioni di dollaroni, ora il bottino è una collana di Cartier dal valore di $150 milioni di dollari. La collana è denominata Toussaint.

Il crimine di certo scorre nelle vene della famiglia Ocean. David sarebbe orgogliosa e colpito dal piano perfetto messo in piedi dalla sua sorellina. Tuttavia, il cuore del film non è il reato, ma i lo sono i personaggi, otto donne particolarmente intelligenti con uno scopo ben preciso in mente. Oltre a Debbie e a Lou, l’incredibile ottetto include la pretenziosa ed egocentrica attrice Daphne Kluger (Anne Hathaway), the disegnatrice di moda sul viale del tramonto Rose Weil (Helena Bonham Carter), l’orafa Amita (Mindy Kaling), l’hacker Nine Ball (Rihanna), la ladruncola Constance (Awkwafina) e la ricettatrice e madre frustrata Tammy (Sarah Paulson). La complicità tra i membri del gruppo è innegabilmente forte, nonostante la loro diversa “formazione professionale.”

 

Recensione

Il cast femminile è eccezionale, un po’ meno quello maschile, che annovera il già menzionato Armitage e James Corden, che recita la parte di John Frazier, investigatore che smaschera frodi assicurative. Entrambi devono emergere come figure deboli. In tutto il film, infatti, sono le donne a condurre l’azione. Tuttavia, se la performance di Corden è convincente, poiché si trova a suo agio nel genere comico, quella di Armitage è irrilevante. Al contrario, la recitazione di Paulson and Hathaway è regale. Lo spettatore dimentica completamente l’identità delle attrici proprio per la loro bravura. Il talento di Rihanna come attrice è stato ingiustamente sottovalutato e trascurato finora. Qui, la cantante ammalia. Il suo sguardo e il suo sorriso sagace appaiono innocentemente malvagi per un personaggio che a malapena parla e reagisce emotivamente a ciò che accade. Amita, abile orafa che lavora con gemme preziose, crea sempre invidiabili gioielli. Il suo è un dono. Infine, Awkwafina, una bella sorpresa nel film, che è ancora una neofita dell’industria cinematografica, se paragonata all’esperienza delle sue colleghe, ma non per questo delude. La sua performance è decisamente efficace.

Da un punto di vista tecnico, il montaggio crea il ritmo di un furto, perpetrato velocemente, ma pianificato in modo accurato. La continuità dell’azione è costantemente interrotta, perchè non c’è bisogno di fornire un orientamento spaziale e temporale al pubblico. Se il Met non si trovasse a New York City, il furto potrebbe avvenire ovunque. L’ambientazione, quindi non è cruciale, eccetto che per il quartier generale di Debbie e delle sue compari. Qui, le donne discutono i dettagli del piano quasi sempre sedute in cerchio. Evidente è lo spirito democratico che regna nel gruppo. La luce è calda, ma non troppo viva a differenza di quella al Met, dove la luminosità è insopportabile. Per cui, il montaggio è appropriato, ma non è dotato di uno proprio stile specifico. Per questo i riferimenti all’arte del regista Steven Soderbergh, produttore del film, ma anche regista della trilogia, che utilizza lo stesso tipo di tecnica, si sprecano. Piuttosto, il successo del film sta nella trama. Lo sceneggiatore e regista Gary Ross l’ha limata in modo tale per cui, nell’arco di tutto il film, lo spettatore si trova a suo agio ed è sempre aggiornato sul progredire dell’azione. Ciò che rimane da vedere è se la banda avrà successo. Accade l’inaspettato, mentre il risultato atteso non si realizza.

Siate pronti a celebrare il potere femminile e ad essere colpiti da un successo mondiale del valore di $269,796,604 sin dal suo debutto l’8 giugno 2018 negli Stat Uniti.

Official Trailer

Scheda del Film

Regista: Gary Ross

Cast: Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne HathawayMindy KalingSarah PaulsonAwkwafinaRihannaHelena Bonham CarterRichard ArmitageJames Corden

Genere: Commedia

Sceneggiatore/i: Gary Ross, Olivia Milch

Fotografia: Eigil Bryld

Montaggio: Juliette Welfling

Musica: Daniel Pemberton

Produttore/i: Steven Soderbergh, Susan Ekins

Distribuzione: Warner Bros.

Paese: USA

Anno: 2018

Durata: 111 minuti

Uscita: 26/07/2018

     

     

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